L’espresso italiano patrimonio dell’umanità - Coffeaitalia

L’espresso italiano patrimonio dell’umanità

Il caffè per noi italiani è molto più che una bevanda, è un rito, e adesso forse, diventerà anche patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Una tradizione profondamente radicata nella nostra cultura e nella nostra quotidianità, soprattutto a Napoli, indiscussa capitale dell’espresso.

Proprio la regione Campania ha avviato la richiesta per l’iscrizione nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità, con il dossier di candidatura nominato “La cultura del caffè espresso napoletano”.

Questa bevanda ha dato vita a varie tradizioni diffuse nel nostro Paese, soprattutto a Napoli, dove dentro una tazzina di caffè si racchiude l’identità culturale di un popolo; come la tradizione del caffè sospeso.

La tradizione del caffè sospeso

Questa tradizione tutta napoletana evoca un senso di ospitalità, generosità e calorosità che da sempre contraddistinguono questa cultura.

Il caffè sospeso consiste nell’ordinare due caffè al bar, consumandone uno e lasciandone pagato un altro per chi non può permetterselo, in modo che una persona bisognosa può richiedere un caffè senza pagarlo.

Questa tradizione ha origine dalle discussioni nate nel momento di pagare i caffè in gruppi di amici, parenti o conoscenti, che durante la confusione che si creava venivano pagati dei caffè non consumati e di cui non si chiedeva la restituzione del credito ma venivano lasciati pagati a beneficio di chi non poteva permettersi di pagarlo.

Gusta un ottimo caffè italiano

Il legame del caffè con l’Italia

Bensì il caffè sia un prodotto importato e non coltivato direttamente in Italia le motivazioni di questa candidatura fanno riferimento all’attaccamento radicato nella cultura italiana. Il caffè rappresenta un valore identitario, c’è chi proprio non può farne a meno e chi ne prende troppi per concedersi una pausa in compagnia.

La prova del legame che la nostra cultura ha con questa bevanda la troviamo anche nei grandi classici della musica Italiana, come in: “Na tazzulella ‘e cafè” di Pino Daniele.

‘Na tazzulella ‘e cafè
acconcia a vocca a chi nun vo’ sape’
e nuje tirammo annanze cu ‘e dulure ‘e panza
e ‘nvece ‘e c’aiuta’ c’abboffano ‘e cafè.

La macchina per la produzione del “caffè istantaneo” fu un’invenzione tutta italiana, brevettata nel 1884 da Angelo Moriondo, che ha rivoluzionato il modo di servire il caffè, anche al bar, permettendo ai baristi di poter produrre più tazzine contemporaneamente.

Anche la Moka, è nata da una mente italiana, fu brevettata da Alfonso Bialetti nel 1933, si tratta di un disegno industriale Italiano per la produzione casalinga del caffè. Oggi, a quasi 90 anni dalla sua invenzione la moka è divenuta un’icona del “Bel Paese” che racconta i valori emozionali di affetto e accoglienza.

Dentro quella piccola tazzina si racchiude un pezzo della nostra storia, ed ora si candida per un prestigioso riconoscimento.

Noi sosteniamo questa candidatura e cerchiamo di offrire ai nostri clienti il vero gusto dell’espresso Italiano

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